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Barbarano Vicentino


Come arrivare: si trova sulla strada statale Riviera Berica a 20 km a sud di Vicenza. Strada panoramica: da Vicenza prendere per Monte Berico la provinciale Dorsale dei Berici e proseguire fino a Barbarano.

CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

Piazza Roma, 10
36021 Barbarano Vicentino (VI)
Tel: 0444.896553
E mail: daniele.vencato@libero.it

L’edificio attuale è stato costruito nel 1747 su una precedente chiesa che doveva risalire almeno al 1004. Della costruzione più antica resta il campanile, in cui, in una stanza alla base, sono ancora presenti alcuni lacerai di affreschi. La chiesa custodisce moltissimi tesori fra cui una bellissima scultura in marmo greco, raffigurante la Madonna in trono col Bambino, che originariamente era murata nel campanile. L'opera è stata collegata alla scultura veronese della fine dei XIII e l'inizio dei XIV secolo. All'entrata si trova un'acquasantiera commissionata da Alessandro Godi nel 1538. Inoltre si possono ammirare una lunetta che rappresenta Dio benedicente tra i cherubini datata alla fine dei XV secolo, le tre statue della Madonna con il Bambino e due santi Vescovi attribuiti al padovano Andrea Riccio, la pala rappresentante la Madonna del Rosario di Alessandro Maganza, la Deposizione della croce attribuita a Francesco Maffei e un bellissimo Crocifisso ligneo dell'inizio dei XVI secolo. Nella canonica si conserva inoltre la cosidetta stele funeraria di Fortunio datata al Il secolo d. C. Oggi ospita anche il museo dei reperti lapidei storici e arte sacra.

APERTURA:
Museo: ingresso libero il mercoledì e la domenica dalle 9 alle 12.

CHIESA DI SAN GIOVANNI IN MONTE

La chiesa non è più in uso dal 1954, quando insieme al monastero fu ceduta al Comando Trasmissioni dell’Esercito Italiano. Le ipotesi legate all’origine dell’edificio religioso sono varie: c’è chi ipotizza che la chiesa e il monastero, fossero in passato sede dell’ordine dei cavalieri del Tempio; altri credono che il complesso fosse originariamente un monastero fondato dalla famiglia Barbarano. Ciò che sappiamo per certo è che nel 1459, accanto alla Chiesa di San Giovanni fu fatto costruire da Cosma Barbarano un monastero, il quale fu sede dei Carmelitani fino alla fine del Seicento. Nel 1744 iniziarono i lavori di restauro e la chiesa venne riaperta al culto nel 1784.

CONVENTO DI SAN PANCRAZIO

Via San Pancrazio
36021 Barbarano Vicentino (VI)
Tel: 0444 896647
E-mail: barbarano@ofmve.it

La chiesa e il convento francescani, dedicati al giovane cavaliere romano Pancrazio, martirizzato nel 304, sorgono sul promontorio che avvolge da levante Barbarano. L’origine della costruzione di questo complesso religioso risale al 1501. All’interno della chiesa è custodita una scultura in terracotta raffigurante la Vergine col Bambino, pregevole opera della fine del Quattrocento. Al centro del chiostro del convento è posto il pozzo cinquecentesco, a pianta rettangolare, dove si possono ammirare, ai quattro lati, alcuni interessanti rilievi: a sud l’abbraccio di Gesù, a nord il sole con il monogramma di Gesù nel centro, ad est la colomba e ad ovest la croce di Gerusalemme.

OSPEDALE DI SAN MARTINO

All’inizio il complesso ospitava un ospedale tenuto da alcuni monaci che abitavano in comunità negli edifici annessi alla chiesa. Nel corso del XVI secolo passò ai padri carmelitani, che già risiedevano nella chiesa di San Giovanni in Monte. Nel Seicento entrò in possesso della proprietà Giovanni Maria Marchesini e la chiesa venne definitivamente sospesa. Considerando la struttura architettonica chiesastica, le origini del complesso appartengono all’epoca gotica. I due edifici, convento e chiesa, sono ancora oggi distinguibili, ma del primo non rimane pressoché nulla e della chiesa pochissimo.

PALAZZO DEI CANONICI

Piazza Roma, 8/9
36021 Barbarano Vicentino (VI)
tel: 0444.776061

Il Palazzo dei Canonici, in stile gotico, è stato edificato utilizzando la tenera pietra di Nanto, dalle calde tonalità giallastre. L'esistenza di un documento del 1187, in cui si nomina un edificio di appartenenza del capitolo dei canonici di Barbarano, insieme ad una recente perizia tecnica, fanno supporre che il palazzo sia sorto da una più antica struttura che inglobava una fortificazione medievale. A causa dei numerosi restauri nel corso dei secoli, il palazzo fonde in sé elementi delle varie correnti artistiche succedutesi: oltre ad elementi gotici e rinascimentali, si possono distinguere stilemi riconducibili al Manierismo romano e al barocco, e ad interventi avvenuti nella metà del Settecento.

APERTURA: il palazzo è oggi sede degli uffici comunali e della biblioteca.

VILLA GODI MARINONI E ORATORIO DI SAN GAETANO

Via Castello, 6
36021 Barbarano Vicentino
Tel: 0444.886055
Fax: 0444.777140
E-mail: info@castellomarinoni.com

La villa, costruita su preesistenti edifici medievali che facevano parte dell'antico castello di Barbarano, pur conservando tracce anche degli interventi dei '400 e dei '500, deve l'attuale assetto all'opera di Massimiliano Godi nel 1716. Il parco, per il progetto dei quale si è pensato al Muttoni, è suddiviso su livelli diversi, raccordati dalla scalinata attraverso la quale si passa dal giardino superiore alla cedrata e la serra, la vasca centrale, il boschetto e il brolo. Il complesso architettonico comprende, oltre alla barchessa, anche l'oratorio dedicato a S. Gaetano Thiene, costruito nel 1709, al cui interno si conserva una scultura lignea della fine dei 400 rappresentante la Madonna dei Sette Dolori e le statue settecentesche di S. Gaetano, S. Francesco e S. Antonio. All'interno dei complesso di villa Godi Marinoni sorge una palazzina dei '700, ristrutturata, che accoglie ospiti per turismo. E' inoltre presente un punto vendita in cui è possibile degustare ed acquistare il vino prodotto dai proprietari.

APERTURA:
Visitabili i giardini e le cantine la domenica dalle 15.00 alle 19.00

VILLA BOGONI A BARBARANO

Nella seconda metà del Seicento la villa era di proprietà della famiglia Biolo, divisa in due abitazioni in cui vivevano i fratelli Iseppo e Francesco. Dopo essere stata acquisita dalla famiglia Bodoni e di seguito dai Cusin, da circa vent’anni la villa è di proprietà delle famiglie Fogarolo e Redetti. L’attuale edificio è costruito secondo stilemi settecenteschi, ma è possibile che la costruzione precedente sia del tardo Seicento. La facciata meridionale e l’unica delle quattro che conservi tutta l’eleganza del “secolo dei lumi”.

VILLA BOGONI A PONTE DI BARBARANO

La villa deve essere stata costruita nelle forme attuali nella seconda metà del Settecento per volontà del proprietario Silvestro Breganzato, anche se la tenuta è già denunciata nel 1687. Passò poi alla famiglia Bodoni e di seguito ai Cusin, fino ad arrivare agli attuali proprietari, la famiglia Pagliarusco. I piloni rimodernati sui quali è fissato il cancello in ferro conservano ancora in discrete condizioni i rinfianchi modanati a cartoccio in pietra di Nanto del tardo Settecento. Una costruzione contigua alla barchessa e della medesima altezza rivela la presenza di un forno secolare.

VILLA CARAMPIN

La famiglia Carampin dovette arrivare a Barbarano nel XVI secolo, e qui erano attivi nel commercio della seta. La proprietà, tuttora appartenente alla famiglia Carampin, sorge nell’area che in periodo medievale era occupata dal castello di Barbarano. Già dalla fine del XVIII secolo, questa villa (come villa Pozza e villa De Vecchi) venne denominata “il Serraglio”, per via delle numerose costruzioni di servizio che racchiudono la corte antistante la facciata; tra queste si distinguono, nella loro antica funzione, la stalla, la barchessa e la casa del boaro, oltre che una struttura che si presume fosse parte di una tezza o di una serra che, allungandosi sull’aia, ne completava la funzionalità d’uso.

VILLA DE VECCHI

La villa sorge un po’ appartata nel centro storico del paese, in quella che un tempo era chiamata contrà Bragli. Nonostante l’edificio dimostri un’origine ben più antica, il documento più antico che ne testimonia la presenza risale al 1687. Alcune incongruenze costruttive ingiustificate lasciano supporre che la villa sia sorta da un primo nucleo costruttivo, forse anche più antico di quello cinquecentesco, magari relativo ad una struttura più ridotta in pianta ma più elevata in altezza, attorno alla quale, più tardi, si fosse aggiunto un corpo di fabbricato più ampio. La forma attuale, assieme a certi arredi interni come i caminetti e le cornici delle porte e dell’arco della scala interna sarebbero comunque prodotto cinquecentesco.

VILLA GHIOTTO

Anch’essa viene nominata per la prima volta nella denuncia d’estimo del 1544, poiché era proprietà della famiglia Traverso. La villa fu sicuramente oggetto di ristrutturazioni e ampliamenti fino a corrispondere alla descrizione contenuta nel registro d’estimo del 1793. Sulla villa originale, edificata in età gotica, vennero a più riprese eseguiti interventi tardo quattrocenteschi. La loggia tardo settecentesca costituisce l’elemento caratterizzante di tutta la villa, a cominciare dalla sua inusuale collocazione all’estremità sinistra della facciata. Attualmente la proprietà giace molto appartata, quasi nascosta da due strutture moderne.

VILLA MEGGIOLARO

Situata a ponte di Barbarano, lungo la Riviera Berica, la villa sorge accanto a villa Bogoni. Nella metà del XVII secolo era di proprietà dei conti Bissari ed è probabile che sia stata proprio questa famiglia a costruirla. All’interno, sopra le tre porte della sala a sud-ovest si notano alcune cornici in stucco che contenevano dipinti plausibilmente riferibili allo stile pittore barocco Costantino Pasqualotto, particolarmente attivo nel territorio vicentino tra il 1704 e il 1735. In uno dei locali ricavati tra la barchessa e l’abitazione padronale è ancora presente un grazioso caminetto della seconda metà del Cinquecento.

VILLA PEDRINA

Via Monticello, 31 (località Monticello)
36021 Barbarano Vicentino (VI)
Tel: 0444.896822

La villa apparteneva anticamente alla nobile famiglia Traverso, già proprietaria di villa Ghiotto. La proprietà viene nominata per la prima volta nella denuncia d’estimo del 1544, ma forse l’edificio ospitò prima una comunità conventuale di monaci. La villa, che sorge ai piedi del colle Monticello, conserva forme architettoniche che attestano che il primo evento costruttivo risaliva almeno al Cinquecento. Alcune leggende, non confortate da documenti storici, tramandano che le cantine di questa casa fossero parte di una rete di camminamenti nascosti e protetti collegati con altri luoghi ed edifici vicini. Davanti alla facciata meridionale, adiacente alla via pubblica, vi era una sorgente di acqua termale, oggi prosciugata.

APERTURA: Visitabile su prenotazione.

VILLA POZZA E ORATORIO DI SS. VALENTINO E FRANCESCO

All’inizio del 1695 Angelo Piccoli chiese il permesso alla curia vicentina di erigere una chiesetta dedicata ai Santi Francesco e Valentino, ma come testimonia una lapide murata sulla facciata dell’edificio, solo nel 1706 i lavori di costruzione furono completati. Nel 1862 gli eredi Piccoli si trasferirono in Lombardia e vendettero la villa alla famiglia Pozza, attuale proprietaria. la facciata tre statue acroteriali: al centro la Vergine, a destra San Valentino e a sinistra Sant’Antonio, purtroppo acefalo pare per opera di un soldato tedesco che la decapitò a colpi di proiettile nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. L’interno ospita sulla parete nord i dipinti di Cristo e della Vergine del pittore romano Marco Ricci, che idealmente riuniti rappresentano la Deposizione della Croce. Sopra l’altare era presente una pala centinata settecentesca, opera del vicentino Mario Albanese, che rappresenta Cristo sullo sfondo di un paesaggio nel quale sono riconoscibili Barbarano e i suoi dintorni con il convento di San Pancrazio. Tale opera è situata da due secoli nella Chiesa di Santa Maria Assunta.

VILLA SANGIANTOFETTI PEDRINA RIGON

Via F. Crispi, 2
36021 Ponte di Barbarano (VI)
Tel: 0444.795319

Attestata fin dal 1544 come una proprietà della famiglia Traverso. passò alla famiglia Pedrina fino a giungere, nel 1963, alla famiglia Rigon, attuale proprietaria. Il pianterreno, con le cornici delle aperture marcate da bugne in pietra di Nanto, denota un’appartenenza alla seconda metà del Cinquecento o, al più, all’inizio del Seicento. Al secolo successivo risale invece il piano superiore. Sul lato meridionale, la villa guarda su un articolato giardino, ornato un tempo da statue e concluso da una peschiera, divisa al centro da un ponticello e alimentata dall’acqua di una roggia proveniente da Monticello.
L’oratorio dedicato al Redentore, fatto edificare fra il 1665 e il 1685 da Francesco Molin, presenta la facciata rivolta verso la strada. Il timpano è ornato di acroteri e due nicchie con le statue di San Giovanni e di Sant’Agostino fiancheggiano l’elegante portale d’ingresso. All’interno della cappella degno di nota è il soffitto, decorato da ricche cornici che denunciano uno spiccato gusto veneziano.

APERTURA:
Da Aprile ad Ottobre visita su prenotazione al salone d’ingresso, al parco, alla chiesetta e alla barchessa tutti i giorni
INGRESSO:
Gruppi (oltre le 30 persone): € 1,00 a persona

VILLA TESTA SINIGAGLIA detta "CA' BARZIZA" E ORATORIO DI SS. CRISTOFORO E ANTONIO DA PADOVA

Questa villa, detta anche Ca’ Barziza fu costruita verso la metà del XVII secolo dal nobiluomo Giovanni Maria Marchesini. L’edificio presenta la sua ricchezza nella facciata a mezzogiorno, offrendo una notevole, quanto inaspettata, scenografia barocca. Nel timpano una meridiana e, a conclusione del fastigio triangolare, tre figure femminili: quella al vertice stringe al seno un bambino, e simboleggia la Carità; quella a destra si posa su quanto rimane di un’ancora, ed è allegoria della Speranza; quella di sinistra aggrappata alla parte bassa dell’asta di una croce ora perduta, è allegoria della Fede. Davanti alla villa troviamo l’ampio sélese con la sua pavimentazione a quadrati di cotto: uno dei pochi della zona sopravissuti in relativa integrità. Annesso alla villa vi è l’oratorio dei santi Cristoforo e Antonio da Padova ultimato nel dicembre del 1661 e benedetto il 12 giugno 1662. Sulla sommità della facciata tre statue: al centro il Redentore, a destra Sant’Antonio e a sinistra San Cristoforo.

TOMBE RUPESTRI

Le tombe, molto simili tra di loro, si presentano come sei fosse rettangolari (nel 1965 si parlava però di otto sepolcri) con pareti verticali e fondo piano, dal quale emerge un gradino di roccia che funge da cuscino. Simili, su base tipologica, ai sarcofagi monumentali di età tardoantica del IV-VI sec. (al più tardi al VII sec. d.C.), le tombe sono scavate in un ripiano roccioso del Monte della Cengia.

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta Convento di San Pancrazio Palazzo dei Canonici Villa Godi Marinoni Villa De Vecchi Villa Pedrina Convento di San Pancrazio Villa Sangiantofetti Pedrina Rigon Villa Testa Sinigaglia detta "Cà Barziza" Tombe rupestri