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Itinerario Della Pietra


L' itinerario sarà prossimamente disponibile on-line anche sulla mappa interattiva dei sentieri e degli itinerari dei Colli Berici.
E' inoltre possibile scaricare i sentieri scelti anche su tablet e smartphone con traccia GPS!
La versione cartacea dell' "Itinerario della pietra" è inoltre reperibile presso la sede del Consorzio Pro Loco Colli Berici

Itinerario della pietra

Quest’itinerario mette in evidenza un’importante caratteristica che lega da secoli l’uomo al territorio dei Colli Berici: la pietra. La pratica dell’escavazione e della lavorazione della pietra berica ha caratterizzato il territorio in tutti i suoi aspetti, dai primi insediamenti all’interno dei covoli, grotte naturali d’origine carsica, sino alla costruzione delle magnifiche ville palladiane.
Oggi l’estrazione della pietra è sicuramente ridotta e certamente più controllata rispetto a un tempo, ma i versanti dei colli -ed in particolare quello che dà sulla Riviera Berica-, mostrano con grande evidenza i segni dell’intensa opera dell’uomo. Abbandonate le cave di più antica origine, oggi l’attività estrattiva si concentra all’interno dell’altopiano e attorno alla Val Liona nei comuni di Zovencedo, Grancona e San Germano dei Berici.
Percorrendo l’itinerario della Pietra si passa dalla pianura, dove si possono ammirare i manufatti artistici ed architettonici, alla collina, dove sono presenti le cave in galleria (veri e propri reperti d’archeologia industriale) e le cave a cielo aperto. Si possono inoltre percorrere le strade che un tempo venivano usate per portare i massi a valle o visitare cave e botteghe della pietra ancora attive.

L’itinerario nel suo complesso è stato concepito per essere effettuato sia in auto/moto che a piedi. Il percorso motorizzato permette di conoscere in breve tempo le diverse realtà legate alla pietra ed è frazionabile in due parti. Agli itinerari pedonali invece è affidata la parte naturalistica e storico-culturale della visita, per poter gustare “a passo lento” e da vicino le meraviglie del territorio.

Si consiglia di cominciare il percorso da Longare, più precisamente a Costozza (ampio parcheggio in piazza Valaurie, con annesso Ex-Casello, punto turistico informativo del Consorzio), dove si può ammirare la preziosa sintesi dell’ambiente della pietra: architettura, cultura e paesaggio si compongono in una visione unitaria che non ha eguali. A Costozza si incontrano villa Trento, villa Æolia (oggi ristorante noto anche per i ventidotti), ville e giardini da Schio, la strada dei “tajapiera” che porta alla pieve di San Mauro, mentre sullo sfondo si stagliano l’antica cava a cielo aperto e le case rupestri.
Si prosegue quindi sino a Lumignano da dove è possibile lasciare la macchina e salire a piedi sui Berici effettuando due degli itinerari pedonali dedicati alla pietra: l’Itinerario del Brojo e dell’Eremo di San Cassiano (n. 1) e l’Itinerario dello Scandolaro (n. 2), che segue uno “scaranto” di particolare bellezza. È inoltre possibile percorrere numerosi altri sentieri di grande bellezza storico-naturalistica (segnavia bianco-rosso, sentieri nn. 1-2-3-4-5-6-8).
Procedendo in macchina si incontra quindi il centro di Castegnero, famoso per le ciliegie, da cui parte l’Itinerario dei Covoli di Castegnero (n. 3), percorribile a piedi, che permette di ammirare villa Maffei Costalunga, Fontana Fozze e la Vecchia Parrocchiale di Nanto.
Sempre costeggiando il versante orientale dei Colli Berici, che da qui in poi si caratterizza per la coltura dell’olivo, si giunge a Nanto, rinomata per la sua Pietra Gialla e per il Simposio Internazionale NantoPietra (1985-2008). Degne di nota sono la Nuova Parrocchiale di Nanto, con altari in pietra gialla di Nanto del 1400-1500, la vecchia cava di pietra gialla di Nanto, il Lavatoio delle Priare.
Da Nanto si sale poi verso l’interno dell’altopiano lungo la Strada Provinciale degli Olivi (SP 107), di grande bellezza, il cui nome rivela inoltre il suo tratto caratteristico. Lungo questa strada si incontra la Valletta dei Poeti, abbellita da numerose sculture di artisti locali o provenienti da NantoPietra, e si raggiungono quindi i comuni di Grancona e Zovencedo. Qui si possono ammirare dei bellissimi esempi di cave dismesse, ad anfiteatro e a grotta, ed è ancora possibile osservare la realtà produttiva estrattiva e laboratoriale. Si segnala in particolar modo la Cava Cice, in località La Sengia di Zovencedo, di proprietà e riqualificata dal Comune di Zovencedo. Essa non solo presenta i segni delle originali tecniche d’escavazione in galleria ma ospita al suo interno il Museo della Pietra (visitabile liberamente). Nelle vicinanze è visitabile inoltre anche la Casa rupestre.
Si entra quindi a piè pari nella Val Liona, terra senza tempo, un lembo di fertile pianura cinto e protetto dai Colli Berici. Attraversando il comune di San Germano dei Berici si consiglia di visitare i borghi di Villa del Ferro e Campolongo. Il primo è un concentrato di bellezza che raccoglie ben tre dimore patrizie: la gotica Villa Giacometti (XV sec.), Villa Priuli Lazzarini, grandiosa costruzione della seconda metà del Cinquecento, ed infine Villa Costozza Bollani Brunello, della seconda metà del Settecento. Il secondo è un affascinante quanto antico borgo, ex castello vescovile, un complesso architettonico unitario che dà l’impressione di una fortezza medievale arroccata e dominante sulla Liona. Al suo interno la seicentesca Villa Dolfin, la torre colombara del Quattrocento, la chiesa di S. Andrea e i rustici.
Si prosegue dunque verso Villaga con i suoi covoli di San Donato, da cui si gode inoltre una splendida vista, per poi riportarsi sul versante orientale dei Berici, toccando i centri di Barbarano e Mossano. A Barbarano è consigliata la visita della chiesa parrocchiale con annesso museo di reperti lapidei storici e di arte sacra, del Palazzo dei Canonici, del Castello Marinoni ed infine del convento di San Pancrazio, più appartato. A Mossano, invece, si suggeriscono i covoli delle Prigioni, la grotta di San Bernardino (entrambi visitabili su prenotazione alla Pro Loco di Mossano o al Consorzio), la Valle dei Mulini e Villa Pigafetta Camerini (XVII-XVIII sec.).
È inoltre possibile effettuare altri due percorsi pedonali dedicati alla pietra: l’Itinerario dei Covoli di Mossano (n. 4) o l’Itinerario della Cengia e della Scudelletta (n. 5), dedicati soprattutto alla scoperta di covoli. Infine, il ritorno a Longare è occasione per visitare altri laboratori di lavorazione della pietra ancora attivi, nonché per guardare da una sufficiente distanza il paesaggio collinare, caratterizzato dalla spettacolare scogliera oligocenica di Lumignano, fiancheggiando il canale Bisatto, anticamente usato per il trasporto dei blocchi di pietra in direzione di Padova e Venezia, come il vicino Bacchiglione.

PERCORRENZA MOTORIZZATA

Punto preferenziale di partenza: Longare. L’itinerario è segnalato lungo le principali direttrici del Comprensorio dei Colli Berici (SR 10, SR 11, SP 247, SP 500).
Lunghezza: km 64 circa.

Il percorso tocca i comuni di Longare (frazioni di Costozza e Lumignano), Castegnero, Nanto, sale quindi in quota a Zovencedo, Grancona, passa per S. Germano dei Berici, Villaga, Barbarano Vicentino e Mossano. Tornati a Nanto, l’itinerario si allontana dalla pedecollinare e raggiunge la SP 247 Riviera Berica per raggiungere nuovamente a Longare.

PERCORRENZA PEDONALE

1. ITINERARIO DEL BROJO E DI S. CASSIANO

Punto di partenza: Lumignano, piazza.
Lunghezza: km 2 circa.
Unisce un breve tratto del Sentiero delle Scogliere di S. Cassiano (n. 3), che permette di ammirare il covolo Copacan, i covoli della Sengia Alta e l’Eremo di S. Cassiano, con un tratto nuovo che scende al Brojon e torna poi al punto di partenza a Lumignano.

2. ITINERARIO DELLO SCANDOLARO

Punto di partenza: Lumignano, piazza.
Lunghezza: km 9.5 circa.

Coincide con il Sentiero dello Scandolaro (n. 6) e raggiunge gli angoli meno conosciuti di Lumignano, ricchi di grotte e punti panoramici inconsueti, toccando il Sengio dei Mulini, Ca’ Menarini e il Covolo Colasso.

3. ITINERARIO DEI COVOLI DI CASTEGNERO

Punto di partenza: Castegnero, parrocchiale di S. Giorgio.
Lunghezza: km 3 circa.

Percorre in parte il Sentiero del Monte delle Rose (n. 1) e si sposta sul Sentiero dei Sengi Bei (n. 9). Attraversando l’altopiano che sovrasta il centro di Castegnero, l’escursione permette di ammirare una serie di interessanti covoli tra cui le Grotte della Guerra e della Mura, il complesso dei Sengi Bei, il Covolo Murato Grande o del Merlo e le belle fontana del Fonteccio e fontana Fozze.

4. ITINERARIO DEI COVOLI DI MOSSANO O DELLE PRIGIONI

Punto di partenza: Mossano, nei pressi del Municipio.
Lunghezza: km 7 circa.

Il percorso ricalca in parte il Sentiero di S. Bernardino (n. 81) e consente di ammirare i suggestivi siti dell’Eremo di S. Bernardino, i covoli di Paina e delle Tette e il bellissimo complesso architettonico delle Prigioni.

5. ITINERARIO DELLA CENGIA E DELLA SCUDELETTA

Punto di partenza: Barbarano, piazza.
Lunghezza: km 9.5 circa.

Percorre in parte il Sentiero della Cengia (n. 71) ed un breve tratto del Sentiero della Scudeletta (n. 75). Permette la visita all’importante necropoli rupestre, al Covolo della Sengia, alla fontana di S. Giovanni, alla Scudeletta e alla Grotta della Salvata, fino a raggiungere nuovamente il centro di Barbarano costeggiando il Monte Tondo e passando per Villa Godi Marinoni.



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