colli berici colli berici

Longare


Sede comunale:
Via G. Marconi, 26
36023 Longare (VI)

Sito web: www.comune.longare.vi.it

Localitą e frazioni: Bagnolo, Bugano, Casoni di Sopra, Don Calabria, Ghizzole, Lumignano, Mussolina e Secula
Superficie: 22,70 Kmq
Altitudine: 29 m.s.l.m.
Abitanti: 5.589

Origine Toponimo: Longare: da Longarìa, centro abitato in posizione allungata tra fiume e monte, oppure da Longari, gli Ungari che nel medioevo invadono e saccheggiano la parte pianeggiante dell''abitato; Costozza: da Custodia, centro fortificato, oppure riferimento all''uso di "custodire" entro i Còvoli i prigionieri o i famosi vini della zona; Lumignano: da Lumen Iani, luogo dove si trovava un tempio di Giano, o dai Lumi che recavano gli schiavi che andavano a lavorare nelle cave.

Storia: Le prime popolazioni, nomadi o seminomadi si insediarono nei covoli; successivamente uscirono dalle grotte e costruirono le loro capanne inizialmente in località protette e facilmente difendibili come rilievi e colline, poi si spostarono nelle pianure fertili e ricche di acque. La colonizzazione romana avvenne in modo lento e pacifico, quasi una assimilazione culturale, economica e politica di un popolo comunque amico e rispettato da parte di un altro, più potente ed organizzato. Le risorse del territorio poterono essere meglio sfruttate grazie alle opere di bonifica ed alla costruzione di una capillare rete viaria che mise in comunicazione la capitale con i centri maggiori dell''Impero: lungo le strade i villaggi ed i castellieri assunsero importanza militare e commerciale. La pietra bianca, e di riflesso l''abitato di Costozza, guadagnarono in notorietà ed acquistarono un mercato sempre più esteso: Custodia diventa presidio e poi vico, conoscendo secoli di prosperità ai quali l''invasione Unna sembrò però mettere la parola fine (452). L''insediamento sopravvisse ma fu soggetto a nuove incursioni e conquiste: compreso sotto il dominio longobardo, compare citato nel 753 in un atto di donazione con il quale il longobardo Anselmo attribuisce i beni da lui posseduti a Costozza al monastero di Nonantola in provincia di Modena. Questo atto è storicamente molto significativo, perché sancisce l''arrivo dei monaci nell''attuale territorio comunale: intorno alle fondazioni benedettine il paese si ripopolò e le terre vennero messe a coltura; sorsero la pieve di San Mauro e le chiese di San Maiolo a Lumignano e di San Vito a Secula. Ben presto la pieve di San Mauro divenne chiesa matrice di numerose altre chiese e cappelle: il territorio ricadeva sotto la diretta giurisdizione vescovile e Costozza era dotata di un Castello, appropriata sede vescovile. Il 13 giugno 1292 si dotò di uno statuto comunale formato da tre libri: il primo riguardava l''attività amministrativa del Comune, mentre il secondo e il terzo dell''uso pubblico del Covolo della Guerra. Nel XIII° secolo la situazione politica ed amministrativa fu fortemente turbata dalle mire espansionistiche di Ezzelino III da Romano, cui oppose fiera resistenza la Lega Padovana: in seguito successive lotte per il predominio videro opporsi gli Scaligeri ed i Carraresi, in un''alternanza di scontri e pacificazioni che lasciarono stremata la popolazione; a tutto questo si aggiunsero le frequenti carestie, le improvvise e devastanti diffusioni di morbi infettivi ed i terremoti che tra gli inizi del XII secolo e la prima metà del XIV secolo si abbatterono per ben tre volte su Costozza. La pace verrà infine imposta da un nuovo e più potente signore: la Repubblica di Venezia. Dal 1404 fino alla fine del XVIII secolo Costozza rimarrà pressoché ininterrottamente sotto il dominio della Serenissima e dopo un turbolento periodo di iniziale "assestamento" (ed alcuni passaggi di truppe nemiche durante la guerra che oppose Venezia alla Lega di Cambrai) lo sviluppo dell''attività estrattiva locale ne trasse grande beneficio. E'' il momento di maggiore splendore per la "perla dei Berici", ricca di ville gentilizie, collegate tra loro da un geniale sistema di condutture (i "ventidotti") che convogliavano nelle stanze l''aria fresca proveniente dalle grotte dei monti circostanti. L''arrivo di Napoleone ed il crollo della Repubblica di Venezia determinarono la fine anche della cosiddetta "civiltà delle ville". Con l''avvento dei domini francese e austriaco, tra la fine del Settecento e gli inizi dell''Ottocento, lo sviluppo delle attività locali subì prima un''interruzione e poi uno spostamento in direzione del centro di Longare che aumentò la propria importanza a detrimento dei centri di Costozza e Lumignano. Con l''annessione del Veneto al Regno d''Italia, nel 1866, il territorio subì una risistemazione amministrativa che sancì l''innalzamento di Longare a capoluogo. Dopo i terribili momenti vissuti durante i due conflitti mondiali l''economia ebbe una vera e propria svolta a partire dal secondo Dopoguerra, quando nacquero curati quartieri residenziali ed una zona artigianale che occupò spazi e forza lavoro prima destinata all''agricoltura. Ancora oggi però la vocazione agricola di Longare è preponderante ed è caratterizzata da una produzione estremamente diversificata, nella quale spiccano i settori vitivinicolo e della coltivazione dei funghi in grotta.

Eventi paesani:
Sagra dei Bisi 2° metą di maggio, in localitą Lumignano
Festa di Primavera e Festa Mexicana 6 e 13 giugno, in localitą Costozza
Sagra dei Ossi del Mas-cio 5 settembre
Festa dei Vini e dei Funghi Pioppini 10 ottobre, in localitą Costozza
Segreteria:
Tel. 0444.555012
Fax 0444.953441
E-mail: segreteria@comune.longare.vi.it

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